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Pbls-d: Ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo, manovre di emergenza.

L’emergenza pediatrica è un evento clinicamente raro e ad alto rischio accompagnata da una componente emotiva non indifferente, sia per gli operatori che la gestiscono sia per le persone che stanno intorno (ad es. genitori o insegnanti). Essere preparati sulle manovre di Pbls-d (Pediatric Basic Life Support – Defibrillation) è indispensabile ai fini di aiutare il bambino a riprendersi o comunque a limitare le conseguenze dell’arresto respiratorio e/o cardiaco.

CHE COS’E?

Si tratta di un evento fortuito, accidentale e potenzialmente pericoloso, caratterizzato dal passaggio di un corpo estraneo nelle vie respiratorie: è possibile ad ogni età, ma è di gran lunga più frequente tra i lattanti fino a 12 mesi di vita e nei bambini tra 1 e 3 anni. Questi episodi si possono verificare sia mentre i bambini mangiano, sia mentre giocano con oggetti di piccole dimensioni, dato che la loro conoscenza del mondo che li circonda passa inizialmente per la bocca.

È fondamentale che il genitore capisca, ma soprattutto sappia, quando è necessario intervenire dinanzi ad un bambino che ha inalato un corpo estraneo. In prima battuta è importante dire che i corpi estranei, una volta inalati, possono ostruire le vie aeree in maniera parziale o completa.

L’ostruzione parziale è una situazione in cui il corpo estraneo si trova in una posizione tale da permettere un passaggio di aria che, seppur ridotto, è ancora sufficiente ad ossigenare il sangue: il bambino è ancora in grado di tossire, di piangere e, se già capace, anche di parlare.

L’ostruzione è invece completa quando il corpo estraneo ha creato un vero e proprio “tappo” nelle vie aeree ed impedisce completamente il passaggio di aria: in questa situazione il bambino non è più in grado di tossire o di piangere ed è impossibilitato ad emettere qualsiasi suono. L’ostruzione completa rappresenta pertanto un’emergenza che merita un intervento immediato poiché, se non viene rapidamente risolta, porta all’insufficienza respiratoria e all’arresto cardiaco in pochi minuti.

CHE COSA FARE

Dopo aver valutato le condizioni del bambino è quindi importante sapere se e come intervenire, poiché a volte un intervento improprio potrebbe aggravare una situazione non critica.

In caso di ostruzione parziale, dopo aver prontamente allertato i soccorsi, il bambino deve essere assistito ed incoraggiato a tossire, senza che ci sia nessuna interferenza con i suoi sforzi: dare delle pacche sulla schiena di un bambino che tossisce spontaneamente potrebbe aggravare la situazione portando allo spostamento del corpo estraneo e rischiando di ostruire completamente il passaggio di aria.

Il nostro intervento è invece fondamentale nell’ostruzione completaLe manovre di disostruzione, se adeguatamente eseguite, possono salvare una vita.

In caso di ostruzione parziale

In questa evenienza i pazienti sono in grado di tossire vigorosamente, di piangere e di parlare. In questo caso:

· EVITARE qualsiasi manovra di disostruzione.

· Tranquillizzare il bambino e incoraggiarlo a tossire.

· Se possibile, somministrare ossigeno.

· Se il quadro clinico non si risolve, chiamare la Centrale Operativa 112/118 o trasportare il bambino al Pronto Soccorso più vicino.

In caso di ostruzione completa

Questa è un’evenienza drammatica: il paziente non è in grado di tossire, nè di piangere o parlare.

In questo caso il soccorritore deve:

·Eseguire le manovre di disostruzione, che variano secondo l’età del paziente

· Attivare il soccorso avanzato 112/118

Manovre di disostruzione per il lattante (fino a 1 anno di vita)

Le manovre per disostruire le vie aeree del lattante (in caso di ostruzione completa) sono due:

 Pacche interscapolari:

– Porre il paziente in posizione prona sull’avambraccio del soccorritore, in modo da creare un piano rigido.

– Mantenere la testa in leggera estensione e più in basso rispetto al tronco.

– Appoggiare l’avambraccio sulla coscia.

– Applicare 5 vigorosi colpi in sede interscapolare.

 Compressioni toraciche 

   – Posizionare il paziente in posizione supina su un piano rigido (come descritto per le pacche dorsali).

– Cercare il punto di repere (terzo medio inferiore dello sterno).

– Eseguire 5 vigorose compressioni toraciche con la frequenza di circa 1 ogni 3 secondi.

Le due manovre andranno alternate fino alla risoluzione della ostruzione completa o fino a quando il lattante non diventa incosciente

Manovre di disostruzione per il bambino (da 1 anno di vita all’età adulta)

Manovra di Heimlich

Viene effettuata  con paziente in piedi o seduto

– porsi alle spalle del paziente ed abbracciarlo alla vita

– con il pollice ed indice della mano comporre una C che colleghi  il punto inferiore dello sterno (apofisi xifoidea) all’ombelico

– all’interno della C porre l’altra mano a pugno con il pollice all’intero

– staccare la mano che aveva disegnato la C ed afferrare il pugno

– eseguire compressioni vigorose che abbiano una direzione in senso antero-posteriore e caudo- craniale (dal basso verso l’alto)

La manovra di Heimlich andrà continuata fino alla risoluzione della ostruzione completa o fino a quando il paziente diventa incosciente

COSA FARE SE IL PAZIENTE DIVENTA INCOSCIENTE

– Chiamare il soccorso avanzato 112/118

– Posizionare il paziente supino su un piano rigido

– Effettuare la rianimazione cardiopolmonare di base.

Video: La rianimazione cardiopolmonare del lattante (PBLS)

Pbls-d, la procedura del Pediatric Basic Life Support-Defibrillation

RIEPILOGO:

Bambino non responsivo o che non respira normalmente:

  • Innanzitutto il soccorritore deve effettuare una rapida valutazione del rischio ambientale: deve escludere che esistano pericoli che possano mettere a rischio la sicurezza stessa del soccorritore e quella del bambino.
  • Se la scena è sicura, avvicinarsi al bambino e stimolarlo dapprima verbalmente chiamandolo ad alta voce e poi, se non responsivo, passare allo stimolo doloroso pizzicando a livello del muscolo trapezio, sulla parte superiore della spalla.
  • Se non si osserva alcuna risposta chiedere aiuto ed attivare il sistema d’emergenza sanitario.

A (Airway), Vie aeree

Nel bambino incosciente la prima manovra che il soccorritore deve effettuare consiste nell’ispezionare il cavo orale per escludere la presenza di un corpo estraneo. Se è presente un corpo estraneo tentare di rimuoverlo con un dito a uncino (Attenzione: solo se è ben visibile e facilmente raggiungibile altrimenti si rischia di spingere il corpo estraneo nell’ipofaringe occludendo le vie aeree).

Dopo il controllo del cavo orale occorre aprire le vie aeree attraverso:

  • Estensione del capo e sollevamento della mandibola (nel bambino): mettendosi di lato alla vittima, una mano va sulla fronte e la punta delle dita dell’altra mano sotto al mento estendendo leggermente il capo all’indietro.
  • Posizione Neutra (nel lattante): si ottiene posizionando un piccolo spessore sotto le spalle per la grandezza del capo rispetto al resto del corpo.
  • Sublussazione della mandibola (in caso di trauma): mettendosi dalla parte della testa della vittima con i gomiti sullo stesso piano rigido su cui giace il bambino, il soccorritore appoggia il palmo delle mani sui due lati della testa, posiziona i pollici sugli zigomi e la punta di 2-3 dita di entrambe le mani sotto gli angoli mandibolari; mentre i pollici premono delicatamente, le altre dita sollevano le mandibole verso l’alto.

B (Breathing), Respirazione

Florence Nightingale

In questa fase si valuta il respiro attraverso l’acronimo GAS (Guardo, se il torace si alza e si abbassa; Ascolto, se ci sono rumori respiratori; Sento, se si avverte il flusso dell’aria espirata) per un massimo di 10 secondi.

Se c’è assenza di respiro è necessario eseguire immediatamente le prime 5 ventilazioni insufflando l’aria in modo lento e progressivo cercando di adattare forza e volume alla taglia del bambino:

  • Bocca a Bocca nel bambino
  • Bocca-Bocca/Naso nel lattante
  • Pocket mask (se disponibile)

C (Circulation), Circolazione

Appena terminate le 5 insufflazioni bisogna passare alla valutazione del polso centrale (carotideo nel bambino, brachiale nel lattante e femorale in entrambe le età).

Visto che non è facile apprezzare il polso in un bambino in condizioni critiche si può passare direttamente alle compressioni toraciche se i segni vitali (MOvimenti, TOsse e REspiro: MO-TO-RE) sono assenti e la FC è inferiore ai 60 battiti/minuto.

Compressioni toraciche:

Florence Nightingale

Il rapporto raccomandato è di 15:2; per i non sanitari si può utilizzare anche un rapporto di 30:2 in modo da minimizzare le differenze con quanto indicato per l’adulto. Per le compressioni toraciche ci sono diverse tecniche utilizzate che tengono conto delle peculiarità anatomiche:

  • Tecnica ad una mano (nel bambino): posizionandosi al lato del bambino, con mano perpendicolare all’asse dello sterno, collocando il palmo 1-2 dita al di sopra del processo xifoideo comprimere almeno di 5 cm con una frequenza, possibilmente ritmica, di almeno 100 compressioni al minuto (non superare le 120 compressioni al minuto).
  • Tecnica a due dita (nel lattante): è raccomandata se il soccorritore è da solo o il lattante è di grosse dimensioni; stessa posizione della tecnica ad una mano, ma questa volta l’indice e il medio della stessa mano si collocano 1-2 dita al di sopra del processo xifoideo; effettuare compressioni in maniera energica di almeno 4 cm sempre con una frequenza ritmica compresa tra 100 e 120 compressioni al minuto.
  • Tecnica a due pollici (nel lattante di piccole dimensioni): il soccorritore posiziona i pollici a piatto uno accanto all’altro sulla metà inferiore dello sterno e con le dita di entrambe le mani circonda completamente il torace; i pollici possono essere anche sovrapposti l’uno sull’altro, a seconda delle dimensioni delle mani del soccorritore e del lattante. Compressione del torace di 3-4 cm e frequenza ritmica di 100-120 battiti al minuto.

Dopo un minuto di RCP accertare la presenza dei segni vitali; accertare in ogni caso che i soccorsi avanzati siano stati attivati, dopodiché, se i segni vitali non ricompaiono, continuare cercando di minimizzare l’interruzione.

D (Defibrillation), Defibrillazione

  • Non appena disponibile, collegare il Defibrillatore
  • Con un DAE utilizzare placche adesive da adulto nei bambini di età superiore a 8 anni e placche pediatriche che attenuano la scarica nei bambini da 1 a 8 anni (fino a circa 25 kg di peso). Anche se secondo le linee guida nei lattanti non è indicato l’impego del defibrillatore, considerarlo nel lattante cardiopatico in arresto cardiaco
  • Se presente ritmo defibrillabile (FV o TV senza polso) scaricare con un’energia di 4-9 J/kg con piastre manuali mentre con il DAE premere il pulsante “Scarica” se lo shock è consigliato, assicurandosi che nessuno sia a contatto con la vittima al momento della scarica
  • Successivamente non dimenticare di riprendere immediatamente la RCP fino ad una rivalutazione ogni 2 minuti
  • Proseguire RCP, analizzando il ritmo ciclicamente ogni due minuti, fino a: ricomparsa dei segni vitali, arrivo soccorso avanzato, esaurimento del soccorritore.

Fonte: ospedalebambinogesu.it

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